| Oltre la siepe |
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Omaggio a un poeta lucano. Castronuovo oltre la siepe. Forse è da sempre che l’uomo cerca di valicare "quell’ermo colle e quella siepe" che gli impediscono di spingere la sua coscienza fino alla Essenza del suo stesso Essere, ma è da sempre che questo "immergersi del Tutto" resta un privilegio del poeta. E la conferma mi viene dalla lettura dei versi, dolci e delicati, così come forti e rabbiosi a tratti del poeta Rosario Castronuovo. Mentre la luce di una lampada ricama ombre sulla parete, romba con fragore il silenzio. Ciò che dovrebbe essere l’immagine della pace finisce per sgomentare l’animo del poeta e "per poco il cor non si spaura". E’ questo, forse, il momento in cui il Poeta, sia pure per un’attimo solo, aggancia l’Infinito’? Anche ai critici piu attenti sfugge la comprensione di questi momenti sovrumani che Rosario Castronuovo coglie e trasmette con una descrizione di valore metafisico. "Quando leggerai la mia poesia riconoscerai tra i versi la tua follia". Follia di chi legge e si accorge di non possedere il genio di chi quei versi ha composto; follia di chi, ascoltando una musica, ne percepisce il suono, ma non riesce a cogliere l’essenza di quelle note catturate dal genio. Negli anni cinquanta, per motivi familiari, fui a Balvano per una settimana. L’unico punto in cui potevo fermarmi era l’osteria di Sammartino. Un bel giorno, vennero a sedersi ad un tavolo padre, madre e ragazzo. Pranzarono con una ruota di pane e cento grammi di mortadella. Poi, salirono tutti e tre in groppa ad un mulo; accompagnavano il figlio in collegio perché studiasse. Quella immagine mi è ancora impressa nella mente. Amore, sacrificio, religiosità trasferivano in quell’immagine la poesia della Terra Lucana, quella Terra Lucana che rivive e conquista una profonda dignità poetica nei versi di Castronuovo. Montagne, valli, rocce, volti e mani induriti dalla fatica, anime in piazza che intrecciano parole illudendosi di vivere; solitudine, tradizioni a volte anche crude e tormentate riecheggiano nei versi del Poeta perché solo al Poeta, al delicato Poeta Rosario Castronuovo, è dato coglierne il linguaggio, apparentemente silente, ma profondamente urlante. Più di ogni altra considerazione, peraltro sempre riduttiva, una sua lirica porterà il lettore "oltre la siepe". La voce della Provincia - Recensione alla raccolta di poesie "Il figlio di Giovanni".
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