Isabella
Il falco che traghetta il Sinni dal castello alla rupe spesso punta frenetico verso il mare; anche lui ingannato dai cavalloni scambia onde per velieri.
Da scintilla fiamma, fuoco poi diventa cenere e si disperde nel vento, porta i sogni alle nuvole e ricadono delusioni cocenti, ti bruciano il ventre, Isabella, conquista il cuore il buio della morte e ti precipita nel pozzo della paura.
Tutta la sua rabbia scarica sulla terra il torrente a primavera, nel travolgere trascina esplosioni di vita. Ti scioglie l’anima se cosparge il letto di nebbie profumate, innamorate.
Cade adesso il fiore come il pettirosso con labbra aperte in cerca di un bacio, l’ultimo, e gli occhi che domandano; i tuoi vicoli attraverso, sento il tuo respiro affannato, dalle mura si leva un dolce canto che il tempo immobile riascolta.
Il falco nel cielo traghetta il fiume dalla rupe al castello, a volte ingannato, punta verso il mare.
(A Isabella Morra)
2007 - Concorso di poesia in lingua Italiana “Isabella Morra”, Valsinni (MT). Primo classificato nella sezione a tema.
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