Invocammo il vento
Invocammo il vento nelle notti d’agosto tra sciami di stelle, nel dormiveglia, sull’aia, di guardia alle grégne
scendeva dal fiasco nettare amaro a far sangue, inondare gole arse; attizzammo voglie di fuoco aspettando l’aurora
cigliava la pancia e le gambe alle donne la pula; simili a pere mature atterravano su soffice paglia che profumava di pane per spogliarsi e grattarsi,
senza aver visto tutti sapevano: raccontò la luna spiona aspettando il vento.
2004 - Poesia classificata al secondo posto nella sezione "Poesia in lingua" del Premio Letterario Internazionale “Padus Amoenus” di Sissa (Parma).
2004 - Poesia terza classificata nella sezione “Poesia Inedita” in occasione della quinta edizione del Premio Nazionale di poesia “Cluvium” promosso dalla Pro Loco di Calvanico (SA).
Motivazione: La poesia di Rosario Castronuovo potrebbe essere accostata per similitudini a quella del poeta irpino Pasquale Martiniello: stessa ricerca degli idiomi antichi da far rifiorire nella metrica moderna. Necessità di ricordare un mondo contadino ancestrale e forte oggi purtroppo scomparso. Ma l’umanità sa attendere “nuove aurore” per vivere.
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